Iris e vivaci

Fare un bel giardino

...Nel passato ci sono stati tempi in cui c'era sintonia fra il giardino, il pensiero e la teoria dell'abitare. Da André Le Nôtre, con i suoi vastissimi giardini regali che si appoggiavano come una potente mano sul paesaggio, a Frank Lloyd Wright e il suo intenso dialogo fra la costruzione e l'ambiente circostante, alle tradizionali abitazioni e templi giapponesi e il loro rapporto osmotico con il giardino al quale si guarda e da cui si guarda.
Nel nostro paese diverse condizioni climatiche, le molte geografie, le tante influenze colturali propongono una moltiplicazine di stimoli difficili da ingabbiare in uno stile codificato, come avveniva fino al secolo scorso. In una realtà complessa e frammentata come la nostra, quale trattato potrebbe mai codificare quel rapporto fra fantasia, edonismo, agronomia, talento e coltura necessaria a dar vita a un giardino?

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All'ombra delle farfalle: v. pagina 18-21

 

fotografia principale: Alberi di ulivo delineano un perimetro culminante, tappezzato da una striscia di rasato verde, con bordature miste di erbacee e sempreverdi. Associazione cromatica nelle tonalità di verde, viola, e rosso deciso per marcare, accentuandolo, il confine del giardino... mentre degli iris sul fondo sembrano voler riaprire lo spazio con vibrazioni di blu-viola.
fotografia 2: un angolo di giardino ispirato alle fioriture spontanee apre sul paesaggio di una collina.

foto: Francesca Marzotto Caotorta
©2012-2014 RIPRODUZIONE RISERVATA.

Abutilon e Iris rosa

Spontaneità... Abutilon megapotamicum

...potendo così assumere anche il ruolo di pianta rampicante, vuoi appoggiata a un traliccio, vuoi addossata a un pilastro o a un sostegno di pergola, lungo la quale cresceranno uno o due fusti, mentre ne andranno tagliati i laterali. Questo impiego come rampicante mi ricorda il bellissimo effetto ottenuto in un giardino piemontese facendo salire Abutilon megapotamicum, dai fiori penduli, campanulati, rossi e gialli, su una piccola pergola dalla cui cima le corolle pendevano come tanti campanellini sopra una culla. Essendo piante non troppe dissimili, si potrebbe sperimentare qualche gemellaggio.
Per quanto riguarda la coltivazione, si dovrà tener presente che da noi vogliono una posizione riparata dal sole, mentre in Irlanda F. magellanica cresce lungo le coste, e nelle zone montuose delle Hawaii è considerata un'infestante.

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All'ombra delle farfalle: v. pagina 155-156

 

Esotismo... Gunnera manicata

E, certo, Gunnera manicata è una pianta esotica, ma è originaria del Brasile e d'inverno perde le foglie. Queste rispuntano a primavera da una corona di apici che, quando fa freddo, andrebbero protetti da una coltre di foglie secche. Di tutte le informazioni, anche contraddittorie, che circolano sul modo di coltivarla, è senza dubbio vera quella secondo cui le è indispensabile un terreno irriguo, profondo, ricco e non argiloso, come invece è il mio, dove non sono mai riuscita a vederla crescere per due anni di fila. E mentre mi arrabatto per convincerla a non avercela con me, ecco che la trovo nelle liste delle piante pericolosamente invadenti, accanto a Gunnera tinctoria, detta "rabarbaro del Cile" — cui assomiglia moltissimo, tanto da poterla confondere quando è ancora giovane —, e scopro che è messa al bando in Irlanda e Nuova Zelanda, dove è perseguibile per legge chi ne diffonde consapevolmente semi e piante. Attenti ai segnali di una sua, per ora qui da noi insospettabile, tendenza a comportarsi come un'orda barbarica, possiamo affidarci a lei per dare, con una sola pianta, valore e identità a cortili e piccoli giardini. Benché la si trovi spesso abbinata a grandi felci, a Ligularia dentata e Aruncus dioicus, a me pare che da sola sia sufficiente per offrirci un magnifico spettacolo.

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All'ombra delle farfalle: v. pagina 92-93

 

fotografia principale: Abutilon megapotamicum dai fiori penduli rossi su una piccola pergola
fotografia 2: Abutilon megapotamicum
fotografia 3: Abutilon megapotamicum al suolo con Iris rosa
fotografia 4: Gunnera manicata in un parco in Scozia.

foto: Francesca Marzotto Caotorta
©2011 RIPRODUZIONE RISERVATA.

Topiaria, l'antica arte di modellare le piante

Un giardino è bello d'inverno quando mostra volumi interessanti, significative scansioni dello spazio e qualcosa che non saprei definire altrimenti che con "ritmo". Ritmo con cui un piano viene scandito da sentieri e aiole; ritmo secondo cui si susseguono piani e pendii; ritmo col quale le superfici orizzontali vengono intersecate da quelle verticali, siano esse costituite da muri, siepi, pergole; ritmo delle forme che vengono sottolineate dalla brina o dalla neve.

I giardini all'italiana e quelli giapponesi più di ogni altro paiono essere stati ideati per essere significativi anche d'inverno, perché più che giardini di fiori sono giardini di forme e luce. Forse vale la pena ricordare che col termine "giardino all'italiana" non si intende solo un piano dal quale emergono basse siepi piantate secondo uno schema geometrico, ma una sequenza di viali, pareti di sempreverdi diversamente modellate, piante in vaso, scale, statue, fontane, grotte, piazzali, che costituiscono un'architettura dello spazio esterno che non cambia la sua sostanza col cambiare delle stagioni. Boboli è Boboli in tutte le stagioni, così come il giardino di Bagnaia a Viterbo (secondo me il più bello del mondo), il giardino Giusti a Verona, o quello di Villa Barbarigo a Valsanzibio.

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All'ombra delle farfalle: v. pagina 194

 

In Giappone

...l'arte dei giardini si affina contemplando la qualità delle superfici (lucide, opache, ruvide, lisce, ma anche asciutte o bagnate) e si estende per esprimere qualcosa di simile alla "rappresentabilità" delle forme vegetali. Vale a dire che le piante sono disposte, potate e curate in modo da rappresentare un'idea, un'immagine, un'atmosfera. La forma naturale di Pinus pentaphylla sarà alterata in modo da esaltare una disposizione a piani orizzontali sui quali la neve potrà sostare uniformemente. un pò come se noi potassimo l'abete in modo che sia proprio uguale a quello raffigurato nelle immagini di Papà Natale, con le candeline che non ciondolano da tutte le parti. E a me sembra che tutte le piante da giardino siano da osservare con un'attenzione un pò "giapponese", allevandole in modo che possano esprimere il meglio della loro essenza, così come hanno sempre fatto i giardinieri del passato, che non le lasciavano mai del tutto libere. In questi ultimi anni, in cui in nome della spontaneità si sconfina nell'incuria, si pensa che le piante possano essere lasciate a loro stesse, e si dimentica che una volta si spuntavano anche i cipressi in modo da ternerli sempre in forma, liberandoli per quello anche dei frutti.

 

Certo che,

perché un albero abbia un aspetto armonioso anche da adulto, bisogna "governarlo" fin da giovane, dopo essersi informati sul suo portamento e sulla dimensione della propria specie. Dico questo perché tante volte mi è stato chiesto di intervenire per rimediare al groviglio vegetale di aceri che si immaginavano di natura contenuta e che invece appartenevano a genie esuberanti, di cedri, Prunus e faggi che avevano formato ammassi eterogenei dovuti a una pratica di "spontaneità" non guidata.

 

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All'ombra delle farfalle: v. pagina 195

 

fotografia 4: arte topiaria in un giardino in Scozia
fotografia 5: altro esempio di arte topiaria a Itaca
fotografia 6, 7: esempi dell’arte topiaria giapponese capace di dare forma sia ad alberi adulti che agli arbusti.

foto: Francesca Marzotto Caotorta
©2011 RIPRODUZIONE RISERVATA.

Francesca Marzotto Caotorta All'ombra delle farfalle

All'ombra delle farfalle

"Il giardino e le sue storie"

di Francesca Marzotto Caotorta
Con uno stile narrativo sempre piavevole e brillante l'autrice ci conduce lungo un percorso che attraversa le quattro stagioni, suggerendo espedienti e piccoli trucchi talvolta persino azzardi, consigliando specie vegetali e insospettabili accostamenti di forme e colori, raccontando esperienze, aneddoti e curiosità. Nella speranza, ambiziosa ma non impossibile, che alla fine di queste pagine persino i più negati tra gli aspiranti "giardinieri" possano avere un bel giardino, quale che sia il colore del loro pollice.

 

 

 

 

 

229 pagini, prezzo 17,50 € - Edizioni Mondadori 2011 (Strade blu)
ISBN 978-88-04-61114-1

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